Aiutiamo e proteggiamo le Rondini

Le rondini fanno parte della nostra cultura, della musica e dell’immaginario comune

Con la loro bellezza e leggerezza, sono nel nostro cuore da migliaia di anni. Infatti tanti popoli del Mediterraneo e del mondo hanno dedicato alla rondine miti, poesie, leggende, fiabe, canzoni e persino capolavori d’arte sacra.

La rondine occupa un ruolo privilegiato nella simbologia di tanti nostri valori positivi. È il messaggero della primavera e della vita che rifiorisce dopo l’inverno. È anche un riferimento di fedeltà coniugale sin dai tempi della Grecia classica.

La rondine è protezione, la rondine è speranza. Nell’Islam la rondine è il simbolo della buona compagnia e viene chiamata “uccello del paradiso”, i Greci la vedevano così bella e leggera che la consideravano un dono di Afrodite. Per i romani le rondini erano una manifestazioni dei Lari, le divinità protettrici della case degli uomini perché costruiscono il nido proprio sotto i nostri tetti e vivono molto spesso vicino a noi.

Anche nella tradizione cristiana la rondine rappresenta la resurrezione e la passione di Cristo, per questo il suo elegante profilo compare in molte rappresentazioni sacre come la splendida “Madonna della Rondine”.

La rondine comune (Hirundo rustica) è la più conosciuta delle nostre quattro specie di rondini. Essa nidifica esclusivamente all’interno o in portici di edifici. Decisivi per il suo benessere e la sua sopravvivenza sono quindi le attività e la tolleranza dell’uomo, perché per fare il nido usa i tetti delle stalle e delle abitazioni come appoggio per i suoi tipici rifugi fatti con il fango e le pagliuzze che trova vicino agli allevamenti di bestiame. Anche per trovare il cibo le rondini si sono sempre aggirate nelle nostre campagne che ospitavano una biodiversità fatta soprattutto di piccoli insetti che proliferano attorno agli stagni e agli spazi incolti. 

Ma le nostre campagne si sono trasformate velocemente, e da decenni gli studi hanno dimostrato in gran parte d’Europa un calo dei nidi e delle popolazioni di rondini superiore al 60%

La scelta del luogo di nidificazione è spesso legata all’utilizzazione agricola, perché questa specie preferisce nidificare in stalle con animali d’allevamento o nei granai annessi. In questi locali caldi e ricchi di mosche il successo riproduttivo è massimo. 

Poiché i cambiamenti dell’attività delle aziende agricole comportano per le rondini  la perdita di luoghi di nidificazione, per il prossimo futuro se non interveniamo dobbiamo aspettarci un ulteriore calo delle popolazioni.

Perché dobbiamo proteggere le rondini e cosa possiamo fare per rimediare ? 

La rondine è una specie simbolo degli ambienti agricoli e tutelando la rondine si tutelano gli ambienti agricoli e tutte le specie ad essi correlate

Possiamo proteggere e conservare gli angoli di biodiversità che ancora esistono nelle nostre campagne. Possiamo ripensare il nostro modo di lavorare la terra, tornando ad un’agricoltura più tradizionale, meno aggressiva e più rispettosa dell’ambiente.

Preferendo i pascoli aperti all’allevamento intensivo, mantenendo i prati stabili e da sfalcio, evitando l’uso indiscriminato di pesticidi in favore di metodi alternativi, conservando i piccoli stagni e le siepi, installando nidi artificiali. In definitiva, possiamo cercare di ritrovare quel contatto profondo con la natura, quel legame che abbiamo perso.

Un aiuto concreto è possibile e con le seguenti misure possiamo sostenere le rondini:

  • Conservare i luoghi di nidificazione esistenti: tutti i nidi occupati negli anni precedenti dovrebbero rimanere sempre accessibili alle rondini, che ritornano in primavera al loro luogo di riproduzione famigliare. Finché nei luoghi di nidificazione non avvengono cambiamenti considerevoli, questi restano attrattivi per le rondini che restano fedeli al loro ambiente famigliare per tutta la vita.
  • Rendere accessibili nuovi luoghi di nidificazione: gli allevatori di bovini e gli agricoltori tradizionali sono affezionati alle proprie rondini e alla conservazione di questa specie e sanno già cosa fare. Il potenziale di nidificazione dovrebbe essere incrementato anche al di fuori dell’agricoltura, come per esempio presso gli allevatori di cavalli, di ovini, di suini o di pollame.
  • Promuovere la colonizzazione spontanea: i luoghi di nidificazione dovrebbero essere accessibili senza interruzioni da fine marzo fino a fine settembre, raggiungibili attraverso un’apertura minima di almeno 20 cm di diametro e sicura da gatti, faine, ratti ed altri predatori. Le rondini costruiscono volentieri il nido sopra dei sostegni, oppure su pareti in muratura grezza in mattoni o su travi ruvide non lavorate.  L’inizio della costruzione è agevolato piantando per esempio alcuni chiodi, travetti o assicelle nelle travi o nei muri, distanti dal soffitto 15–20 cm. 

Impiegare i nidi artificiali

La maggior parte delle nostre rondini vive in località dove vi sono sufficiente acqua, fango e pagliuzze per la costruzione del nido. Molti contadini provvedono affinché nel proprio cortile ci sia sempre una pozza fangosa umida.

I nidi artificiali sono fabbricati solo con materiali naturali, segatura-argilla-cemento e aiutano ad attirare le rondini con grande successo. Sono facili da installare, possiedono una lunghissima durata nel tempo, un elevato potere isolante e un’ottimale traspirazione. 

nido artificiale per rondini

Rondini e igiene nelle stalle

Le prescrizioni e le direttive europee per l’igiene nelle aziende produttrici di latte permettono la nidificazione delle rondini nelle stalle e nei fienili. Se lo sterco sotto i nidi occupati costituisse un problema, questo potrebbe essere risolto posando delle mensole di protezione.

Disponibilità di insetti nei dintorni del nido

Per una crescita ottimale dei piccoli,  gli adulti dovrebbero trovare sufficiente nutrimento in un raggio di 300 m attorno al nido. 

Sono particolarmente ricche di insetti le superfici d’acqua stagnanti, filari di alberi, siepi, prati con alberi da frutta ad alto fusto, margini boschivi, parchi alberati aperti, pascoli e superfici incolte,  Più queste strutture sono abbondanti nei dintorni e migliore è la disponibilità di nutrimento anche durante i periodi di cattivo tempo.

Prudenza nei pressi di nidi occupati

Presso un nido occupato, per il deposito di materiale o la collocazione di macchinari bisogna mantenere una distanza minima di 180 cm sia sotto che accanto al nido. Altrimenti i gatti, faine o altri predatori potrebbero raggiungere i nidi!

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